Stamattina ero da mia madre, ci passo tutte le mattine, ormai sincronizzata con la sua moka, perchè il suo caffè è più buono del mio.
Non so come faccia... utilizziamo lo stesso, e comunque qualsiasi macchinetta usi, il suo è più buono.
Comunque, nella sua cucina si parlava della noia che la routine può portare.
Dovete sapere che quando ero piccola, a mia madre non potevo dire "mi sto annoiando" o "non so che fare"... o meglio, potevo dirlo, ma lei, non per indifferenza, si comportava come non fosse un suo problema.
A pensarci non lo era.
Questo credo sia uno dei più grandi insegnamenti che mi ha dato mia madre, perchè ho imparato a non annoiarmi.
Io non mi annoio mai.
Non mi annoio anche se non sto facendo nulla, o almeno sembra che non stia facendo nulla.
Dopo un'infanzia ad allenarmi in tal senso, trovo da tenermi occupata nelle cose più piccole.
Credo la noia sia l'inventiva allo stato embrionale.
Ora che, avendo tante cose da fare ogni giorno, non avrei tempo neanche per annoiarmi, ogni tanto mi piace fermarmi a "perdere tempo" comunque.
Magari "solo" a guardare le nuvole passare, e il tempo che chiamiamo "perso" mi sembra quello più prezioso e vero...
giovedì 19 febbraio 2015
sabato 14 febbraio 2015
cavoli.. è san valentino
Mi sveglio sonnacchiosa stamattina. Mentre figlia #1 con una mossa a tradimento ha già occupato la doccia e figlio #2 cerca di convincermi che la sua camera è sistemata così com'è, che calzini e pennarelli sul pavimento sono una decorazione, una voce dalla radio si premura di ricordarmi che oggi è San Valentino.
... e io non ho preparato neanche un post sull'ammmore.
Dovrei dirvi com'è bello l'ammmore, ma se vi hanno regalato almeno un bacio perugina, lo avrete già letto sul biglietto.
Eppure l'amore ha tante forme, e non credo che una sia più importante dell'altra universalmente. Per questo, si può amare qualcuno, qualcosa o un'idea.
Voi potreste pensare che è difficile essere ricambiati da qualcosa o da un'idea, ma non è così, fosse solo per come vi fa stare amarli.
Io, ad esempio, amo follemente il percorso di vita che sto intraprendendo, come ogni amore ci sono alti e bassi, ma non potrei fare a meno di lui.
Certo stasera non mi porterà a cena, ma quando mi sveglio sonnacchiosa, la doccia è occupata e il pavimento sembra un campo minato, mi da comunque sempre un motivo per essere felice!!!
... e io non ho preparato neanche un post sull'ammmore.
Dovrei dirvi com'è bello l'ammmore, ma se vi hanno regalato almeno un bacio perugina, lo avrete già letto sul biglietto.
Eppure l'amore ha tante forme, e non credo che una sia più importante dell'altra universalmente. Per questo, si può amare qualcuno, qualcosa o un'idea.
Voi potreste pensare che è difficile essere ricambiati da qualcosa o da un'idea, ma non è così, fosse solo per come vi fa stare amarli.
Io, ad esempio, amo follemente il percorso di vita che sto intraprendendo, come ogni amore ci sono alti e bassi, ma non potrei fare a meno di lui.
Certo stasera non mi porterà a cena, ma quando mi sveglio sonnacchiosa, la doccia è occupata e il pavimento sembra un campo minato, mi da comunque sempre un motivo per essere felice!!!
giovedì 12 febbraio 2015
ok il prezzo è giustooooo
Ho un po' d'ansia quando devo dare un prezzo a ciò che faccio... eh sì, perchè ok la poesia nell'handmade, nel creare, la filosofia che c'è dietro, che mi muove... ma poi ciò che faccio dovrei (vorrei) venderlo... della serie poesia e filosofia non pagano le bollette (oggi mi sento molto pragmatica, sensazione che forse non ricapiterà nei prossimi 50 anni).
Cerchi in rete (ormai per qualsiasi cosa) e trovi due scuole di pensiero:
La prima: vendo i miei "lavoretti"... allora, parliamone, a meno che tu non abbia sei anni cancella immediatamente la parola "lavoretto" dal tuo vocabolario... se lo dici ad un maker rischi seriamente di ritrovarti un qualsiasi tool appuntito (fa più figo dire tool invece che utensile, e indicizza meglio il blog nei paesi anglofoni) in qualche organo vitale. Se sei un maker dovresti prenderti a pizze da solo (ecco, questo è l'unico consiglio DIY- do it youself -che troverai in questo blog).
Chiaramente chiamando lavoretti i tuoi lavori già li sminuisci (quindi facendolo tu in partenza, vorresti poi che gli altri vedessero in ciò che fai qualcosa di grandioso?)... poi li prezzi... 3 euro... 5 euro.. 10 euro...
Allora le cose sono due: o ciò che fai non è davvero artigianale (e qui partirebbe tutto un altro discorso, ma oggi oltre che pragmatica mi sento anche clemente e quindi lo rimando a data da definirsi), oppure i tuoi lavori li stai svendendo.. magari venderai due pezzi in più, ma rimarrai bloccata là.
La seconda: (in sintesi) calcola materie prime e costo lavoro (quindi sempre in sintesi il tempo che impieghi per realizzarlo)
Questa sicuramente è migliore della prima (d'altronde anche un pugno in un occhio lo sarebbe), se applichi però delle considerazioni:
1- l'oggetto lo hai ideato tu? Questo naturalmente DEVE influire sul prezzo finale
2- l'oggetto rimarrà un pezzo unico? Questo naturalmente DEVE influire sul prezzo
3- aspetti invisibili agli occhi ma essenziali (parafrasando Antoine de Saint Exupery) che influiscono sul prezzo finale. Se chi mi legge fa a mano, credo possa già capire cosa intendo. Ci sono oggetti che fai, la materia prima può essere la stessa circa di un altro oggetto, il tempo impiegato a realizzarlo uguale a quello di un altro, eppure tu sai che "vale" più dell'altro.
Nessuno ti potrà dire quanto vale un oggetto che crei.
Nessuno ti potrà dare formule universalmente valide per calcolare il prezzo che dovresti applicare.
Nessuna regola valida per il business in generale calza a pennello con il fare a mano, bisogna sempre saperla adattare con intelligenza e rispetto per quello che mettiamo di noi nel nostro lavoro.
Cerchi in rete (ormai per qualsiasi cosa) e trovi due scuole di pensiero:
La prima: vendo i miei "lavoretti"... allora, parliamone, a meno che tu non abbia sei anni cancella immediatamente la parola "lavoretto" dal tuo vocabolario... se lo dici ad un maker rischi seriamente di ritrovarti un qualsiasi tool appuntito (fa più figo dire tool invece che utensile, e indicizza meglio il blog nei paesi anglofoni) in qualche organo vitale. Se sei un maker dovresti prenderti a pizze da solo (ecco, questo è l'unico consiglio DIY- do it youself -che troverai in questo blog).
Chiaramente chiamando lavoretti i tuoi lavori già li sminuisci (quindi facendolo tu in partenza, vorresti poi che gli altri vedessero in ciò che fai qualcosa di grandioso?)... poi li prezzi... 3 euro... 5 euro.. 10 euro...
Allora le cose sono due: o ciò che fai non è davvero artigianale (e qui partirebbe tutto un altro discorso, ma oggi oltre che pragmatica mi sento anche clemente e quindi lo rimando a data da definirsi), oppure i tuoi lavori li stai svendendo.. magari venderai due pezzi in più, ma rimarrai bloccata là.
La seconda: (in sintesi) calcola materie prime e costo lavoro (quindi sempre in sintesi il tempo che impieghi per realizzarlo)
Questa sicuramente è migliore della prima (d'altronde anche un pugno in un occhio lo sarebbe), se applichi però delle considerazioni:
1- l'oggetto lo hai ideato tu? Questo naturalmente DEVE influire sul prezzo finale
2- l'oggetto rimarrà un pezzo unico? Questo naturalmente DEVE influire sul prezzo
3- aspetti invisibili agli occhi ma essenziali (parafrasando Antoine de Saint Exupery) che influiscono sul prezzo finale. Se chi mi legge fa a mano, credo possa già capire cosa intendo. Ci sono oggetti che fai, la materia prima può essere la stessa circa di un altro oggetto, il tempo impiegato a realizzarlo uguale a quello di un altro, eppure tu sai che "vale" più dell'altro.
Nessuno ti potrà dire quanto vale un oggetto che crei.
Nessuno ti potrà dare formule universalmente valide per calcolare il prezzo che dovresti applicare.
Nessuna regola valida per il business in generale calza a pennello con il fare a mano, bisogna sempre saperla adattare con intelligenza e rispetto per quello che mettiamo di noi nel nostro lavoro.
mercoledì 11 febbraio 2015
slowhandmade: i mestieri nell'argilla
il vasaio... il primo di quella che spero riuscirà ad essere una serie dedicata ai mestieri..
i miei preferiti sono quelli con le botteghe polverose.. in lavorazione altre mattonelle!!!
i miei preferiti sono quelli con le botteghe polverose.. in lavorazione altre mattonelle!!!
martedì 10 febbraio 2015
slow handmade... il post scomodo che ho sempre voluto scrivere
Non so bene cosa sia successo all'handmade... quindi ho deciso di usare un'altra parola per identificare il mio lavoro: slow handmade
Avrei potuto finire questo post così, magari spiegando che slowhandmade significa ideazione e manualità, rispetto dei tempi di produzione e della materia, fare davvero con le proprie mani, senza ausilii altamente tecnologici... ma l'ho già spiegato qui.
Invece ho deciso di spiegare cosa è successo all'handmade secondo me ( e va bene, come si dice dalle mie parti, mi rode un pochino)
Potrei indorare la pillola...ma questo è il mio blog, posso scrivere quello che penso realmente.
Penso che nel corso degli ultimi anni intorno al fatto a mano si sia sviluppato un business incredibile, riviste e siti del "settore" , aziende che producono diavolerie varie per fare qualsiasi cosa in casa, con le proprie mani, o almeno così dicono.
Tutti son creativi, quindi perchè non puntare su questa fetta di consumatori?
Basta avere un telefono per fare foto e una connessione internet e lanciarsi nel fantastico mondo dell'handmade... oppure no?
Non servirà magari inventiva e manualità? Passione? Voglia di sperimentare e tornare a farlo dopo aver fallito? Ma noooo.. la gente è incostante, dagli qualcosa con cui possa replicare in casa quello che vede in giro e sarà tutta soddisfatta, si sentirà dire "ma davvero lo hai fatto tuuuu?" e risponderà "sìììì, è stato semplicissimo!!!"
Se vai a comprare una macchina da cucire normalissima ti guardano come un'aliena scesa da un pianeta forse rimasto all'età della pietra (quindi non si capisce come saresti arrivata sulla terra..)... la macchina da cucire adesso ha la connessione al pc e ti replica il disegno ricamandolo sul tessuto... non sai disegnare? Ma che importa? Hai la scelta tra migliaia di templates disponibili sul sito...
In pratica tu spingi un bottone.
E poi rispondi "sìììì, è stato semplicissimo"
Ricapitolando, per lanciarsi nel fantastico mondo dell'handmade, serve una discreta disponibilità economica (che questi arnesi diabolici mica te li tirano...) e un master in marketing (perchè essendo tutti creativi, bisogna emergere, studiare, occuparsi di SEO, TARGET, COMUNICAZIONE e milioni di altri aspetti ai quali personalmente sono abbastanza allergica)
Così il fatto a mano diventa un'altra cosa, ma l'ho già detto, forse un miliardo di volte.
Se fosse servito l'avrei detto anche due miliardi di volte, invece no... chi sono io contro le multinazionali specializzate in vernici shabby chic con cui martoriare ogni oggetto sotto mano? Avrei potuto sconfiggere chi produce stampi per fimo a forma di muffin? e soprattutto avrei potuto arginare questo strano fenomeno per cui sembra che l'umanità intera abbia bisogno di un portachiavi con un pandistelle in pasta polimerica?
Ho guardato allibita eserciti armati di pistola della colla... sopportato tutorials e bufere di glitters (che si sa, un oggetto anche ikea se lo immergi nel glitter diventa handmade) affermazioni su quanto fossero creative le fustelle per ritagliare (ma un proprio disegno e le forbici non son meglio?)... e gli stampi... gli stampiiii
Come siamo tutti bravi a fare qualcosa con uno stampo, no?
L'amore per gli stampi sento che mi sta uscendo da ogni poro...
Parliamoci chiaro... si parte tutti da un inizio... si parte tutti non capendo un cavolo.. pensando magari che ad infilare perline da nulla, semplicemente una dietro l'altra su un filo si stia "facendo a mano" un braccialetto.
Ma fidati, non è così.
Oppure non fidarti.
Continua a pensare che per creare qualcosa ti sia necessario seguire i passaggi di una rivista o trovare l'idea in rete.
Continua a pensare che incollare voglia dire fare.
Continua a pensare che le fustelle siano così creative.
E pure gli stampi.
Continua a pensare che per fare un ricamo ti serva ufo robot.
Mi guardo intorno, e per ogni fustella vedo però tanti bravi makers che vanno avanti con le proprie mani e fantasia.
E sinceramente, ogni volta che hanno un successo, o che li vedo, magari anche un po' annaspando come succede, ma tirare dritti verso il loro sogno senza cedere a compromessi, tengo un po' più stretto il mio di sogno.
Loro non lo sanno, ma a volte mi danno la spinta di continuare.
Loro forse non lo sanno, ma li ammiro davvero.
Avrei potuto finire questo post così, magari spiegando che slowhandmade significa ideazione e manualità, rispetto dei tempi di produzione e della materia, fare davvero con le proprie mani, senza ausilii altamente tecnologici... ma l'ho già spiegato qui.
Invece ho deciso di spiegare cosa è successo all'handmade secondo me ( e va bene, come si dice dalle mie parti, mi rode un pochino)
Potrei indorare la pillola...ma questo è il mio blog, posso scrivere quello che penso realmente.
Penso che nel corso degli ultimi anni intorno al fatto a mano si sia sviluppato un business incredibile, riviste e siti del "settore" , aziende che producono diavolerie varie per fare qualsiasi cosa in casa, con le proprie mani, o almeno così dicono.
Tutti son creativi, quindi perchè non puntare su questa fetta di consumatori?
Basta avere un telefono per fare foto e una connessione internet e lanciarsi nel fantastico mondo dell'handmade... oppure no?
Non servirà magari inventiva e manualità? Passione? Voglia di sperimentare e tornare a farlo dopo aver fallito? Ma noooo.. la gente è incostante, dagli qualcosa con cui possa replicare in casa quello che vede in giro e sarà tutta soddisfatta, si sentirà dire "ma davvero lo hai fatto tuuuu?" e risponderà "sìììì, è stato semplicissimo!!!"
Se vai a comprare una macchina da cucire normalissima ti guardano come un'aliena scesa da un pianeta forse rimasto all'età della pietra (quindi non si capisce come saresti arrivata sulla terra..)... la macchina da cucire adesso ha la connessione al pc e ti replica il disegno ricamandolo sul tessuto... non sai disegnare? Ma che importa? Hai la scelta tra migliaia di templates disponibili sul sito...
In pratica tu spingi un bottone.
E poi rispondi "sìììì, è stato semplicissimo"
Ricapitolando, per lanciarsi nel fantastico mondo dell'handmade, serve una discreta disponibilità economica (che questi arnesi diabolici mica te li tirano...) e un master in marketing (perchè essendo tutti creativi, bisogna emergere, studiare, occuparsi di SEO, TARGET, COMUNICAZIONE e milioni di altri aspetti ai quali personalmente sono abbastanza allergica)
Così il fatto a mano diventa un'altra cosa, ma l'ho già detto, forse un miliardo di volte.
Se fosse servito l'avrei detto anche due miliardi di volte, invece no... chi sono io contro le multinazionali specializzate in vernici shabby chic con cui martoriare ogni oggetto sotto mano? Avrei potuto sconfiggere chi produce stampi per fimo a forma di muffin? e soprattutto avrei potuto arginare questo strano fenomeno per cui sembra che l'umanità intera abbia bisogno di un portachiavi con un pandistelle in pasta polimerica?
Ho guardato allibita eserciti armati di pistola della colla... sopportato tutorials e bufere di glitters (che si sa, un oggetto anche ikea se lo immergi nel glitter diventa handmade) affermazioni su quanto fossero creative le fustelle per ritagliare (ma un proprio disegno e le forbici non son meglio?)... e gli stampi... gli stampiiii
Come siamo tutti bravi a fare qualcosa con uno stampo, no?
L'amore per gli stampi sento che mi sta uscendo da ogni poro...
Parliamoci chiaro... si parte tutti da un inizio... si parte tutti non capendo un cavolo.. pensando magari che ad infilare perline da nulla, semplicemente una dietro l'altra su un filo si stia "facendo a mano" un braccialetto.
Ma fidati, non è così.
Oppure non fidarti.
Continua a pensare che per creare qualcosa ti sia necessario seguire i passaggi di una rivista o trovare l'idea in rete.
Continua a pensare che incollare voglia dire fare.
Continua a pensare che le fustelle siano così creative.
E pure gli stampi.
Continua a pensare che per fare un ricamo ti serva ufo robot.
Mi guardo intorno, e per ogni fustella vedo però tanti bravi makers che vanno avanti con le proprie mani e fantasia.
E sinceramente, ogni volta che hanno un successo, o che li vedo, magari anche un po' annaspando come succede, ma tirare dritti verso il loro sogno senza cedere a compromessi, tengo un po' più stretto il mio di sogno.
Loro non lo sanno, ma a volte mi danno la spinta di continuare.
Loro forse non lo sanno, ma li ammiro davvero.
giovedì 8 gennaio 2015
ispirazione 2/2015
.. a volte mi ispira la mancanza di ispirazione.. arrivare al Lab di mattina, accendere la radio e non sapere cosa farò.. non avere in testa nulla..
Ecco, a volte, questa tabula rasa dell'immaginazione è la cosa migliore che possa capitare...
Mi permette di "giocare" con la materia, sperimentare e riscoprirla...
Ecco, a volte, questa tabula rasa dell'immaginazione è la cosa migliore che possa capitare...
Mi permette di "giocare" con la materia, sperimentare e riscoprirla...
domenica 4 gennaio 2015
ispirazione 1/2015
"Lei si alzò con un gesto finale,
poi andò via senza voltarsi indietro
mentre quel vento la riempiva
di ricordi impossibili,
di confusione e immagini. "
"soffiasse davvero quel vento di scirocco
e arrivasse ogni giorno per spingerci a guardare
dietro alla faccia abusata delle cose,
nei labirinti oscuri della case,
dietro allo specchio segreto d' ogni viso,
dentro di noi..."
Scirocco- Francesco Guccini
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