Avrete fatto caso che da qualche giorno il mio blog parla, ovvero che è possibile ascoltare il contenuto dei post cliccando sul pulsante sotto al titolo.
Ora, non intendo scrivere un post su ogni funzionalità che aggiungerò a questo mio contenitore di pensieri, ma questa è diversa, perchè riguarda qualcosa che mi sta molto a cuore.
Figlia #1 ha ormai 13 anni ed ha un potere magico, a volte le parole escono dalla pagina e svolazzano davanti ai suoi occhi, per questo si stanca a leggere troppo oppure non riesce.
L' ho avuta presto, malgrado ciò non sono stata la madre casinista che tutti si aspettavano che sarei stata (almeno non del tutto), non avevo mai provato un amore così... l'avrei guardata per ore mentre dormiva, mi sentivo male dalle risate con lei, giocavamo, disegnavamo, eravamo specialiste di pijama party improvvisati solo per mangiare schifezze davanti alla tv... insomma ce la spassavamo alla grande!
Il primo anno delle elementari tutto è cambiato, se ripenso a quel periodo devo ammettere che provo ancora ansia, la tensione che c'era tra di noi era palpabile, quella sensazione di inadeguatezza che mi sovrastava, adesso capisco che la provava anche lei, forse anche più di me.
Primo giorno di scuola, classica foto con il grembiule e quello zaino enorme sulle spalle, un sorriso come di una che sta per partire per un viaggio intorno al mondo, negli occhi l'ebbrezza dell'ignoto.
Io ho la nausea, un pò l'emozione, un pò perchè sono incinta per la seconda volta e a giorni partorirò.
In macchina e per tutto il tragitto in piedi cantiamo una canzone inventata da me, certe volte dovrei ricordare che la mia vita non è un musical e smetterla di trasformare gli avvenimenti salienti in filastrocche ritmate.. comunque cantavamo:
"noi siamo le più brave
della scuola elementare"
messa così non è un granchè, dovevate sentirci, la facevamo in vari stili... comunque, arriviamo al cancello, tutti i bambini stanno aspettando di essere chiamati, tocca anche a lei, prima di entrare si gira e mi sorride, io penso che le si aprirà un mondo...
Qui devo fare un excursus... io sono, e sono sempre stata, una fanatica dei libri e della lettura, ero capace di leggere e scrivere già a 5 anni, a 8 componevo brevi racconti (non capolavori, ma per dire che mi appassionava davvero), a 11 ho divorato "Guerra e Pace" in una settimana e poi l'ho iniziato di nuovo perchè mi dispiaceva che fosse finito.... quindi come tutte le madri del mondo (o quasi) sono caduta sull'errore più banale che potessi fare: pensare che mia figlia sarebbe stata come me.
Ho pensato che sarebbe andata bene a scuola e con facilità, che avrebbe cominciato a leggere e si sarebbe innamorata della lettura.
Dopo una settimana partorisco figlio #2, mia figlia torna da scuola e non vuole raccontarmi nulla, in un vortice di ormoni impazziti e allucinazioni dovute alla mastite, non do peso al suo silenzio, non noto neanche subito quel sorriso che comincia a smorzarsi.
Quando finalmente torno alla realtà, mi accorgo che nel frattempo qualcosa di mostruoso sta accadendo... mia figlia è stupida, le maestre dicono che ha la testa tra le nuvole, ma io la vedo, fissa con lo sguardo su quel libro, aggrotta le sopracciglia, ci prova ma non ci riesce, poi mi dice "mi sento male" e io penso che sia una scusa, invece comincia a vomitare.
Tutto quello che succede da quell'istante è confuso nella mia mente, io che comincio a scrivere le cose per lei, dovrebbe solo ricopiare ma non riesce a fare neanche quello, l'alfabeto questo sconosciuto, non ricorda neanche la sequenza dei giorni della settimana (ma non dovrebbe già saperli? ho sbagliato tutto, mannaggia a me ho pensato solo ai pijama party)... io che la prendo in braccio e lei scalcia e urla che a scuola non ci vuole andare, scrivere la stessa parola per venti volte, per poi riscriverla il giorno dopo ancora male, noi che non andiamo oltre al 2x2 che fa 4...
Finchè un giorno sto sistemando la libreria e mi capita per le mani un libro, è la mitologia per bambini, glielo leggevo sempre e lei ricordava a memoria tutti i miti... è tanto che non le leggo nulla, dopo i compiti e lo stress che ci procurano non ho voglia di fare nulla, in più il mio secondogenito dorme poco e la primavera è alle porte.
Lo apro e mi viene in mente tutto ciò che facevamo prima, i ricordi si affastellano e io giungo ad una conclusione: mia figlia è la persona più intelligente che io conosca, non è stupida, ci deve essere un'altra spiegazione.
"ci deve essere un'altra spiegazione" diventa il mio slogan, fino a diventare ossessiva, nessuno in famiglia vuole più affrontare l'argomento con me, chi è tanto temerario da farlo mi guarda un pò impietosito, come a dire "proprio non vuole arrendersi all'evidenza di avere una figlia somara". Mi metto alla ricerca su internet....
Arriviamo in ospedale mezz'ora prima, il day hospital è fissato alle 8, da tanto tempo, forse da quel primo giorno di scuola, non siamo così felici.
Io le ho detto "andiamo da un medico a vedere se il motivo per cui non riesci a leggere è che sei dislessica"
"cosa vuol dire?"
"Che il tuo cervello funziona in un modo meraviglioso ed unico, ma siccome nessuno è perfetto, dovevi avere un difetto e tu non sai leggere"
Il giorno dopo abbiamo avuto la diagnosi.
Figlia #1 il prossimo anno andrà al liceo, a scuola va benissimo e nel frattempo ha scoperto di avere un talento speciale per la musica.
E' vero, figlia #1 non è e non sarà mai come me, perchè lei è unica e speciale, in tante cose è migliore di me.
Va a scuola contenta, se non riesce a fare una cosa ci ride sopra e poi riprova finchè non trova il modo in cui finalmente riesce a farla, mi ricorda ogni giorno che nulla è impossibile se lo si vuole.
Se all'inizio mi preoccupavo per lei, ora mi rendo conto che grazie alla dislessia, ha sviluppato delle qualità che sono quelle fondamentali nella vita: la caparbietà, la voglia di superare i propri limiti e di non arrendersi, l'autoironia.
Figlia #1, come tante altre persone caratterizzate da dislessia, preferisce ascoltarle le cose, piuttosto che leggerle... per questo il mio blog parla.
Se volete far parlare anche il vostro potete scaricare il widget su questo sito
http://webreader.readspeaker.com/
Visualizzazione post con etichetta iniziative. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta iniziative. Mostra tutti i post
mercoledì 25 febbraio 2015
martedì 10 febbraio 2015
slow handmade... il post scomodo che ho sempre voluto scrivere
Non so bene cosa sia successo all'handmade... quindi ho deciso di usare un'altra parola per identificare il mio lavoro: slow handmade
Avrei potuto finire questo post così, magari spiegando che slowhandmade significa ideazione e manualità, rispetto dei tempi di produzione e della materia, fare davvero con le proprie mani, senza ausilii altamente tecnologici... ma l'ho già spiegato qui.
Invece ho deciso di spiegare cosa è successo all'handmade secondo me ( e va bene, come si dice dalle mie parti, mi rode un pochino)
Potrei indorare la pillola...ma questo è il mio blog, posso scrivere quello che penso realmente.
Penso che nel corso degli ultimi anni intorno al fatto a mano si sia sviluppato un business incredibile, riviste e siti del "settore" , aziende che producono diavolerie varie per fare qualsiasi cosa in casa, con le proprie mani, o almeno così dicono.
Tutti son creativi, quindi perchè non puntare su questa fetta di consumatori?
Basta avere un telefono per fare foto e una connessione internet e lanciarsi nel fantastico mondo dell'handmade... oppure no?
Non servirà magari inventiva e manualità? Passione? Voglia di sperimentare e tornare a farlo dopo aver fallito? Ma noooo.. la gente è incostante, dagli qualcosa con cui possa replicare in casa quello che vede in giro e sarà tutta soddisfatta, si sentirà dire "ma davvero lo hai fatto tuuuu?" e risponderà "sìììì, è stato semplicissimo!!!"
Se vai a comprare una macchina da cucire normalissima ti guardano come un'aliena scesa da un pianeta forse rimasto all'età della pietra (quindi non si capisce come saresti arrivata sulla terra..)... la macchina da cucire adesso ha la connessione al pc e ti replica il disegno ricamandolo sul tessuto... non sai disegnare? Ma che importa? Hai la scelta tra migliaia di templates disponibili sul sito...
In pratica tu spingi un bottone.
E poi rispondi "sìììì, è stato semplicissimo"
Ricapitolando, per lanciarsi nel fantastico mondo dell'handmade, serve una discreta disponibilità economica (che questi arnesi diabolici mica te li tirano...) e un master in marketing (perchè essendo tutti creativi, bisogna emergere, studiare, occuparsi di SEO, TARGET, COMUNICAZIONE e milioni di altri aspetti ai quali personalmente sono abbastanza allergica)
Così il fatto a mano diventa un'altra cosa, ma l'ho già detto, forse un miliardo di volte.
Se fosse servito l'avrei detto anche due miliardi di volte, invece no... chi sono io contro le multinazionali specializzate in vernici shabby chic con cui martoriare ogni oggetto sotto mano? Avrei potuto sconfiggere chi produce stampi per fimo a forma di muffin? e soprattutto avrei potuto arginare questo strano fenomeno per cui sembra che l'umanità intera abbia bisogno di un portachiavi con un pandistelle in pasta polimerica?
Ho guardato allibita eserciti armati di pistola della colla... sopportato tutorials e bufere di glitters (che si sa, un oggetto anche ikea se lo immergi nel glitter diventa handmade) affermazioni su quanto fossero creative le fustelle per ritagliare (ma un proprio disegno e le forbici non son meglio?)... e gli stampi... gli stampiiii
Come siamo tutti bravi a fare qualcosa con uno stampo, no?
L'amore per gli stampi sento che mi sta uscendo da ogni poro...
Parliamoci chiaro... si parte tutti da un inizio... si parte tutti non capendo un cavolo.. pensando magari che ad infilare perline da nulla, semplicemente una dietro l'altra su un filo si stia "facendo a mano" un braccialetto.
Ma fidati, non è così.
Oppure non fidarti.
Continua a pensare che per creare qualcosa ti sia necessario seguire i passaggi di una rivista o trovare l'idea in rete.
Continua a pensare che incollare voglia dire fare.
Continua a pensare che le fustelle siano così creative.
E pure gli stampi.
Continua a pensare che per fare un ricamo ti serva ufo robot.
Mi guardo intorno, e per ogni fustella vedo però tanti bravi makers che vanno avanti con le proprie mani e fantasia.
E sinceramente, ogni volta che hanno un successo, o che li vedo, magari anche un po' annaspando come succede, ma tirare dritti verso il loro sogno senza cedere a compromessi, tengo un po' più stretto il mio di sogno.
Loro non lo sanno, ma a volte mi danno la spinta di continuare.
Loro forse non lo sanno, ma li ammiro davvero.
Avrei potuto finire questo post così, magari spiegando che slowhandmade significa ideazione e manualità, rispetto dei tempi di produzione e della materia, fare davvero con le proprie mani, senza ausilii altamente tecnologici... ma l'ho già spiegato qui.
Invece ho deciso di spiegare cosa è successo all'handmade secondo me ( e va bene, come si dice dalle mie parti, mi rode un pochino)
Potrei indorare la pillola...ma questo è il mio blog, posso scrivere quello che penso realmente.
Penso che nel corso degli ultimi anni intorno al fatto a mano si sia sviluppato un business incredibile, riviste e siti del "settore" , aziende che producono diavolerie varie per fare qualsiasi cosa in casa, con le proprie mani, o almeno così dicono.
Tutti son creativi, quindi perchè non puntare su questa fetta di consumatori?
Basta avere un telefono per fare foto e una connessione internet e lanciarsi nel fantastico mondo dell'handmade... oppure no?
Non servirà magari inventiva e manualità? Passione? Voglia di sperimentare e tornare a farlo dopo aver fallito? Ma noooo.. la gente è incostante, dagli qualcosa con cui possa replicare in casa quello che vede in giro e sarà tutta soddisfatta, si sentirà dire "ma davvero lo hai fatto tuuuu?" e risponderà "sìììì, è stato semplicissimo!!!"
Se vai a comprare una macchina da cucire normalissima ti guardano come un'aliena scesa da un pianeta forse rimasto all'età della pietra (quindi non si capisce come saresti arrivata sulla terra..)... la macchina da cucire adesso ha la connessione al pc e ti replica il disegno ricamandolo sul tessuto... non sai disegnare? Ma che importa? Hai la scelta tra migliaia di templates disponibili sul sito...
In pratica tu spingi un bottone.
E poi rispondi "sìììì, è stato semplicissimo"
Ricapitolando, per lanciarsi nel fantastico mondo dell'handmade, serve una discreta disponibilità economica (che questi arnesi diabolici mica te li tirano...) e un master in marketing (perchè essendo tutti creativi, bisogna emergere, studiare, occuparsi di SEO, TARGET, COMUNICAZIONE e milioni di altri aspetti ai quali personalmente sono abbastanza allergica)
Così il fatto a mano diventa un'altra cosa, ma l'ho già detto, forse un miliardo di volte.
Se fosse servito l'avrei detto anche due miliardi di volte, invece no... chi sono io contro le multinazionali specializzate in vernici shabby chic con cui martoriare ogni oggetto sotto mano? Avrei potuto sconfiggere chi produce stampi per fimo a forma di muffin? e soprattutto avrei potuto arginare questo strano fenomeno per cui sembra che l'umanità intera abbia bisogno di un portachiavi con un pandistelle in pasta polimerica?
Ho guardato allibita eserciti armati di pistola della colla... sopportato tutorials e bufere di glitters (che si sa, un oggetto anche ikea se lo immergi nel glitter diventa handmade) affermazioni su quanto fossero creative le fustelle per ritagliare (ma un proprio disegno e le forbici non son meglio?)... e gli stampi... gli stampiiii
Come siamo tutti bravi a fare qualcosa con uno stampo, no?
L'amore per gli stampi sento che mi sta uscendo da ogni poro...
Parliamoci chiaro... si parte tutti da un inizio... si parte tutti non capendo un cavolo.. pensando magari che ad infilare perline da nulla, semplicemente una dietro l'altra su un filo si stia "facendo a mano" un braccialetto.
Ma fidati, non è così.
Oppure non fidarti.
Continua a pensare che per creare qualcosa ti sia necessario seguire i passaggi di una rivista o trovare l'idea in rete.
Continua a pensare che incollare voglia dire fare.
Continua a pensare che le fustelle siano così creative.
E pure gli stampi.
Continua a pensare che per fare un ricamo ti serva ufo robot.
Mi guardo intorno, e per ogni fustella vedo però tanti bravi makers che vanno avanti con le proprie mani e fantasia.
E sinceramente, ogni volta che hanno un successo, o che li vedo, magari anche un po' annaspando come succede, ma tirare dritti verso il loro sogno senza cedere a compromessi, tengo un po' più stretto il mio di sogno.
Loro non lo sanno, ma a volte mi danno la spinta di continuare.
Loro forse non lo sanno, ma li ammiro davvero.
mercoledì 29 ottobre 2014
nasce la rete Creativi Attivi!!!!
CREATIVI ATTIVI è una rete, nata “dal basso”, di artigiani, artisti ed handmakers italiani mossi dall' idea di promuovere e sostenere campagne di solidarietà.
L'organizzazione avviene attraverso i social-network e in questo non-luogo virtuale sperimentiamo forme di democrazia partecipativa, ogni decisione è presa in forma assembleare nell' esercizio quotidiano della condivisione.
L'organizzazione avviene attraverso i social-network e in questo non-luogo virtuale sperimentiamo forme di democrazia partecipativa, ogni decisione è presa in forma assembleare nell' esercizio quotidiano della condivisione.
Creativi Attivi nasce dall' iniziativa di sostenere il Kurdistan e le sue popolazioni: in quelle zone l' Isis sta perpetrando un' occupazione violenta e bombardamenti e scontri fanno crescere il numero dei feriti, la temperatura torrida contribuisce inoltre a far aumentare le malattie. A ciò si aggiungono le difficoltà da affrontare nella vita quotidiana.
La nostra iniziativa di raccolta fondi sta muovendo i primi passi online con l'apertura di un e-commerce sulla piattaforma di vendita A Little Market.
http://www.alittlemarket.it/boutique/creattivi_attivi-1649337.html
Nello shop potete trovare i nostri manufatti messi a disposizione per l'iniziativa, e l'intero ricavato delle vendite verrà devoluto ai profughi civili kurdi, attraverso la “rete Kurdistan-Italia”
http://www.retekurdistan.it/per-il-sostegno-alla-popolazione-e-agli-sfollati-del-rojava-in-siria/
http://www.alittlemarket.it/boutique/creattivi_attivi-1649337.html
Nello shop potete trovare i nostri manufatti messi a disposizione per l'iniziativa, e l'intero ricavato delle vendite verrà devoluto ai profughi civili kurdi, attraverso la “rete Kurdistan-Italia”
http://www.retekurdistan.it/per-il-sostegno-alla-popolazione-e-agli-sfollati-del-rojava-in-siria/
Si può sostenere la nostra campagna in tre modi.
1) Se sei un artista, artigiano, handmaker puoi decidere di mettere a disposizione una tua creazione.
Per farlo unisciti all'evento su fbhttps://www.facebook.com/events/734025476633617/?ref_dashboard_filter=upcoming
compila il formhttps://docs.google.com/forms/d/1Rkrih7jlG8gns8prPe_LzELEVa0CYkK_bq4Y7ZYlfM4/viewform?edit_requested=true
ed invia 5 foto del manufatto all'indirizzo email creativiattivi@gmail.com
2)Puoi altrimenti visitare il nostro shop e cominciare lo shopping natalizio
3)condividi la nostra iniziativa
1) Se sei un artista, artigiano, handmaker puoi decidere di mettere a disposizione una tua creazione.
Per farlo unisciti all'evento su fbhttps://www.facebook.com/events/734025476633617/?ref_dashboard_filter=upcoming
compila il formhttps://docs.google.com/forms/d/1Rkrih7jlG8gns8prPe_LzELEVa0CYkK_bq4Y7ZYlfM4/viewform?edit_requested=true
ed invia 5 foto del manufatto all'indirizzo email creativiattivi@gmail.com
2)Puoi altrimenti visitare il nostro shop e cominciare lo shopping natalizio
3)condividi la nostra iniziativa
La vendita su A Little Market a favore dei profughi kurdi durerà fino a fine febbraio.
Iscriviti a:
Post (Atom)